Il presidente francese vorrebbe una ripresa del dialogo con la Russia con l'obiettivo di tornare al tavolo delle trattative sullâUcraina. Il ministro degli esteri russo Lavrov ha detto che se Macron vuole "parlare davvero di qualcosa, allora chiami Putin che risponde sempre al telefono"
Parigi. Quando nel 2023 Philosophie Magazine chiese a Emmanuel Bonne di sviluppare la sua idea di âarte della negoziazioneâ, il consigliere diplomatico e G7 del presidente francese Emmanuel Macron spiegò che il confronto diretto con gli avversari politici è cruciale per ottenere risultati, che il dialogo, anche e soprattutto in contesti ostili, è uno strumento di cui non si può fare a meno per principio. Eâ con questo spirito che lo sherpa di Macron, martedĂŹ, è volato discretamente a Mosca per provare ad aprire la strada a una ripresa del dialogo tra Francia e Russia, sullo sfondo dei negoziati di pace sullâUcraina in corso ad Abu Dhabi. Accompagnato da un altro consigliere della cellula diplomatica dellâEliseo, Bertrand Buchwalter, Bonne ha incontrato il suo omologo russo Yuri Ushakov. âEâ la prima volta dallâinizio del conflitto che un diplomatico di questo rango si reca in Russia. Lâobiettivo di Parigi è quello di riprendere i contatti, tornare al tavolo delle trattative sullâUcraina e, a breve termine, avere una nuova conversazione telefonica con Vladimir Putin, come quella di luglio sullâIranâ, spiega al Foglio Alain Barluet, corrispondente a Mosca del Figaro.
Lâultima telefonata tra Macron e Putin risale al primo luglio, sullo sfondo delle tensioni militari alimentate dalla Guerra dei dodici giorni tra Israele e Iran. Se da un lato quella chiamata aveva permesso di trovare punti in comune sul dossier iraniano, dallâaltro aveva confermato la distanza tra il presidente francese e il suo omologo russo sulla questione ucraina. Ma da allora ci sono stati piccoli segni incoraggianti per una riapertura della linea di contatto Parigi-Mosca. âOltre alle parole pronunciate da Macron a dicembre a Bruxelles â âsarebbe utile riprendere i colloqui con Vladimir Putinâ â, accolte con favore da Mosca, câè stata la liberazione del ricercatore francese Laurent Vinatier, detenuto in Russia dal giugno 2024 e in attesa di un secondo processo per âspionaggioââ, dice al Foglio Barluet, prima di aggiungere: âMacron, come su altri dossier, sta cercando di prendere lâiniziativa, di essere alla guida del fronte europeo. Soprattutto perchĂŠ, per molto tempo, ha avuto rapporti piuttosto intensi con Putin, prima che la situazione precipitasse. Le relazioni tra Francia e Russia, oggi, non sono buone, ma câè un piccolo riavvicinamentoâ. Un passo alla volta, âincassiamo quello che possiamo, un centesimo dopo lâaltro, è giĂ moltoâ, come disse Bonne nellâintervista a Philosophie Magazine raccontando la difficoltĂ delle negoziazioni col Cremlino.
Comâè visto oggi Macron negli ambienti vicini a Putin? âBisogna distinguere la persona dalla sua funzione. La persona fa sorridere, suscita interrogativi, non corrisponde allâimmagine che i russi si aspettano da un presidente, lo vedono come il simbolo di unâEuropa in declino, in crisi di valori. Ma allo stesso tempo è il presidente di uno dei cinque paesi che siede nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite con cui bisogna mantenere un contatto. Per il suo status di potenza nucleare, per il suo ruolo nel vicino oriente e negli organismi internazionali la Francia resta un paese con cui i russi hanno interesse a dialogareâ, spiega Barluet. Ieri, in unâintervista a Rt, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha detto che Putin è pronto a una chiamata con lâinquilino dellâEliseo per una discussione âseriaâ. âSe vuoi parlare, e parlare davvero di qualcosa, allora chiama. Putin risponderĂ sempre al telefono. Ascolta tutte le proposteâ, ha detto Lavrov, definendo allo stesso tempo âpateticaâ la diplomazia di Macron.
Si può pensare male di fondatore di Amazon, e licenziare in tronco i dipendenti non è mai elegante. Ma il prestigio del giornalismo cane da guardia (depositario di una verità parziale sÏ, ma incontendibile) è un tantino sorpassato
Mosca accoglie il francese Bonne ma ci tiene a lasciare gli europei fuori dai negoziati con Kyiv
Lo ha confermato al Foglio una fonte dellâEliseo: "Incompatibile con l'agenda del presidenteâ. Ma dietro l'assenza di domani potrebbero esserci le tensioni tra Parigi e Washington
Parigi. Quando nel 2023 Philosophie Magazine chiese a Emmanuel Bonne di sviluppare la sua idea di âarte della negoziazioneâ, il consigliere diplomatico e G7 del presidente francese Emmanuel Macron spiegò che il confronto diretto con gli avversari politici è cruciale per ottenere risultati, che il dialogo, anche e soprattutto in contesti ostili, è uno strumento di cui non si può fare a meno per principio. Eâ con questo spirito che lo sherpa di Macron, martedĂŹ, è volato discretamente a Mosca per provare ad aprire la strada a una ripresa del dialogo tra Francia e Russia, sullo sfondo dei negoziati di pace sullâUcraina in corso ad Abu Dhabi. Accompagnato da un altro consigliere della cellula diplomatica dellâEliseo, Bertrand Buchwalter, Bonne ha incontrato il suo omologo russo Yuri Ushakov. âEâ la prima volta dallâinizio del conflitto che un diplomatico di questo rango si reca in Russia. Lâobiettivo di Parigi è quello di riprendere i contatti, tornare al tavolo delle trattative sullâUcraina e, a breve termine, avere una nuova conversazione telefonica con Vladimir Putin, come quella di luglio sullâIranâ, spiega al Foglio Alain Barluet, corrispondente a Mosca del Figaro.
Lâultima telefonata tra Macron e Putin risale al primo luglio, sullo sfondo delle tensioni militari alimentate dalla Guerra dei dodici giorni tra Israele e Iran. Se da un lato quella chiamata aveva permesso di trovare punti in comune sul dossier iraniano, dallâaltro aveva confermato la distanza tra il presidente francese e il suo omologo russo sulla questione ucraina. Ma da allora ci sono stati piccoli segni incoraggianti per una riapertura della linea di contatto Parigi-Mosca. âOltre alle parole pronunciate da Macron a dicembre a Bruxelles â âsarebbe utile riprendere i colloqui con Vladimir Putinâ â, accolte con favore da Mosca, câè stata la liberazione del ricercatore francese Laurent Vinatier, detenuto in Russia dal giugno 2024 e in attesa di un secondo processo per âspionaggioââ, dice al Foglio Barluet, prima di aggiungere: âMacron, come su altri dossier, sta cercando di prendere lâiniziativa, di essere alla guida del fronte europeo. Soprattutto perchĂŠ, per molto tempo, ha avuto rapporti piuttosto intensi con Putin, prima che la situazione precipitasse. Le relazioni tra Francia e Russia, oggi, non sono buone, ma câè un piccolo riavvicinamentoâ. Un passo alla volta, âincassiamo quello che possiamo, un centesimo dopo lâaltro, è giĂ moltoâ, come disse Bonne nellâintervista a Philosophie Magazine raccontando la difficoltĂ delle negoziazioni col Cremlino.
Comâè visto oggi Macron negli ambienti vicini a Putin? âBisogna distinguere la persona dalla sua funzione. La persona fa sorridere, suscita interrogativi, non corrisponde allâimmagine che i russi si aspettano da un presidente, lo vedono come il simbolo di unâEuropa in declino, in crisi di valori. Ma allo stesso tempo è il presidente di uno dei cinque paesi che siede nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite con cui bisogna mantenere un contatto. Per il suo status di potenza nucleare, per il suo ruolo nel vicino oriente e negli organismi internazionali la Francia resta un paese con cui i russi hanno interesse a dialogareâ, spiega Barluet. Ieri, in unâintervista a Rt, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha detto che Putin è pronto a una chiamata con lâinquilino dellâEliseo per una discussione âseriaâ. âSe vuoi parlare, e parlare davvero di qualcosa, allora chiama. Putin risponderĂ sempre al telefono. Ascolta tutte le proposteâ, ha detto Lavrov, definendo allo stesso tempo âpateticaâ la diplomazia di Macron.
Si può pensare male di fondatore di Amazon, e licenziare in tronco i dipendenti non è mai elegante. Ma il prestigio del giornalismo cane da guardia (depositario di una verità parziale sÏ, ma incontendibile) è un tantino sorpassato
Mosca accoglie il francese Bonne ma ci tiene a lasciare gli europei fuori dai negoziati con Kyiv
Lo ha confermato al Foglio una fonte dellâEliseo: "Incompatibile con l'agenda del presidenteâ. Ma dietro l'assenza di domani potrebbero esserci le tensioni tra Parigi e Washington