Accompagnamento e fermo di 12 ore se c'è concreto pericolo, nuove fattispecie di reati e aumento delle sanzioni per gli organizzatori a cortei non autorizzati. Cosa prevedono le misure licenziate dal consiglio dei ministri
Fermo preventivo, aumento delle sanzioni per organizzatori e partecipanti a cortei non autorizzati, nuove fattispecie di reato. Il Consiglio dei ministri di oggi pomeriggio si appresta a varare nuove norme sulla sicurezza dopo alcune mediazioni tra Palazzo Chigi e il Quirinale. I provvedimenti sono due: un disegno di legge da portare in Parlamento e un decreto legge per le misure considerate più urgenti. E' in quest'ultimo che si concentrano le norme più importanti. Dalle nuove regole sulle piazze, fino alla stretta su coltelli e armi da taglio per i minorenni.
Nel decreto ci sono anche i due principali punti al centro della mediazione tra Palazzo Chigi e il Quirinale: il fermo preventivo e lo scudo penale. Dentro al provvedimento ci sono anche le norme che introducono la procedibilità d'ufficio per alcuni reati di particolare disvalore sociale, come alcune fattispecie di furto aggravato - che poi è stato l'unico punto di convergenza il giorno prima in Senato tra la risoluzione del governo e quella delle opposizioni. Mentre vanno nel disegno di legge che sarà discusso in Parlamento tutti gli interventi che riguardano le norme di prevenzione nei confronti della violenza giovanile.
Alla fine la misura che più di tutte aveva suscitato delle perplessità, anche a livello costituzionale, è entrata nel decreto Sicurezza, ma con alcune modifiche, nate dopo la mediazione con il Colle. La norma infatti prevedeva la possibilità, da parte delle autorità, di trattenere fino a 12 ore i profili sospetti di rappresentare un pericolo per lo svolgimento pacifico di una manifestazione. Una fattispecie considerata troppo larga dal Quirinale. E così la versione del decreto risulta molto più specifica. Come prevede l'articolo 7 del decreto il fermo preventivo è applicabile solo "a specifiche e concrete circostanze di tempo e di luogo e sulla base di elementi di fatto". In pratica si potrà applicare solo a persone con precedenti specifici per reati compiuti nel corso di manifestazioni e cortei negli ultimi cinque anni. O a persone, citiamo il decreto, sulle quali "sussista un fondato motivo di ritenere che pongano in essere condotte di concreto pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione". In pratica, persone trovate in possesso di armi o oggetti atti ad offendere. Inoltre, recita la bozza, bisognerà comunicare il fermo in maniera tempestiva all'autorità competente che avrà l'incarico di verificare se sussistano le condizioni legali per il trattenimento. In caso contrario, potrà disporre l’immediato rilascio della persona. Anche questa era una richiesta specifica del Colle.
La non più automatica iscrizione nel registro degli indagati di chi commette un reato con una evidente causa di giustificazione, come per esempio la legittima difesa, l'adempimento di un dovere, l'uso legittimo delle armi, lo stato di necessità, diventato noto in questi giorni come "scudo penale", non varrà soltanto per le forze dell'ordine nell’esercizio delle loro funzioni, ma per tutti i cittadini italiani. Non solo. Dopo la mediazione con il Colle, cambia però anche il principio della norma. Non ci sarà più la "non iscrizione" del registro degli indagati, ma l'iscrizione in un apposito modello separato. A spiegarlo è l'articolo 12 del decreto: "Quando appare evidente che il fatto è stato compiuto in presenza di una causa di giustificazione, il pubblico ministero procede all’annotazione preliminare, in separato modello, del nome della persona cui è attribuito il fatto medesimo". Il successivo articolo, il 13, impone al ministero della Giustizia di emanare entro 60 giorni un decreto ministeriale che introduca questo modello separato al registro degli indagati. L'effetto di questa iscrizione separata riguarda le indagini che dovrebbero velocizzarsi molto. In questi casi infatti, spiega il decreto "non è necessario procedere al compimento di ulteriori accertamenti, il pubblico ministero assume le proprie determinazioni in ordine alla richiesta di archiviazione senza ritardo e comunque entro trenta giorni dall’annotazione preliminare". Insomma entro 30 giorni i poliziotti (o chi altro commette un fatto che potrebbe costituire reato, ma con evidente causa di giustificazione) verrebberro archiviati. La norma salva comunque la possibilità per il pm, se lo ritiene, di svolgere ulteriori indagini.
Niente da fare invece per la richiesta della Lega di Salvini che voleva introdurre una cauzione per gli organizzatori delle manifestazioni. In compenso però nel decreto ci sono nuove sanzioni per cortei e manifestazioni non autorizzate. Lo prevede l'articolo 9 del provvedimento, che aumenta le sanzioni sia per organizzatori e partecipanti a manifestazioni per le quali non
Fermo preventivo, aumento delle sanzioni per organizzatori e partecipanti a cortei non autorizzati, nuove fattispecie di reato. Il Consiglio dei ministri di oggi pomeriggio si appresta a varare nuove norme sulla sicurezza dopo alcune mediazioni tra Palazzo Chigi e il Quirinale. I provvedimenti sono due: un disegno di legge da portare in Parlamento e un decreto legge per le misure considerate più urgenti. E' in quest'ultimo che si concentrano le norme più importanti. Dalle nuove regole sulle piazze, fino alla stretta su coltelli e armi da taglio per i minorenni.
Nel decreto ci sono anche i due principali punti al centro della mediazione tra Palazzo Chigi e il Quirinale: il fermo preventivo e lo scudo penale. Dentro al provvedimento ci sono anche le norme che introducono la procedibilità d'ufficio per alcuni reati di particolare disvalore sociale, come alcune fattispecie di furto aggravato - che poi è stato l'unico punto di convergenza il giorno prima in Senato tra la risoluzione del governo e quella delle opposizioni. Mentre vanno nel disegno di legge che sarà discusso in Parlamento tutti gli interventi che riguardano le norme di prevenzione nei confronti della violenza giovanile.
Alla fine la misura che più di tutte aveva suscitato delle perplessità, anche a livello costituzionale, è entrata nel decreto Sicurezza, ma con alcune modifiche, nate dopo la mediazione con il Colle. La norma infatti prevedeva la possibilità, da parte delle autorità, di trattenere fino a 12 ore i profili sospetti di rappresentare un pericolo per lo svolgimento pacifico di una manifestazione. Una fattispecie considerata troppo larga dal Quirinale. E così la versione del decreto risulta molto più specifica. Come prevede l'articolo 7 del decreto il fermo preventivo è applicabile solo "a specifiche e concrete circostanze di tempo e di luogo e sulla base di elementi di fatto". In pratica si potrà applicare solo a persone con precedenti specifici per reati compiuti nel corso di manifestazioni e cortei negli ultimi cinque anni. O a persone, citiamo il decreto, sulle quali "sussista un fondato motivo di ritenere che pongano in essere condotte di concreto pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione". In pratica, persone trovate in possesso di armi o oggetti atti ad offendere. Inoltre, recita la bozza, bisognerà comunicare il fermo in maniera tempestiva all'autorità competente che avrà l'incarico di verificare se sussistano le condizioni legali per il trattenimento. In caso contrario, potrà disporre l’immediato rilascio della persona. Anche questa era una richiesta specifica del Colle.
La non più automatica iscrizione nel registro degli indagati di chi commette un reato con una evidente causa di giustificazione, come per esempio la legittima difesa, l'adempimento di un dovere, l'uso legittimo delle armi, lo stato di necessità, diventato noto in questi giorni come "scudo penale", non varrà soltanto per le forze dell'ordine nell’esercizio delle loro funzioni, ma per tutti i cittadini italiani. Non solo. Dopo la mediazione con il Colle, cambia però anche il principio della norma. Non ci sarà più la "non iscrizione" del registro degli indagati, ma l'iscrizione in un apposito modello separato. A spiegarlo è l'articolo 12 del decreto: "Quando appare evidente che il fatto è stato compiuto in presenza di una causa di giustificazione, il pubblico ministero procede all’annotazione preliminare, in separato modello, del nome della persona cui è attribuito il fatto medesimo". Il successivo articolo, il 13, impone al ministero della Giustizia di emanare entro 60 giorni un decreto ministeriale che introduca questo modello separato al registro degli indagati. L'effetto di questa iscrizione separata riguarda le indagini che dovrebbero velocizzarsi molto. In questi casi infatti, spiega il decreto "non è necessario procedere al compimento di ulteriori accertamenti, il pubblico ministero assume le proprie determinazioni in ordine alla richiesta di archiviazione senza ritardo e comunque entro trenta giorni dall’annotazione preliminare". Insomma entro 30 giorni i poliziotti (o chi altro commette un fatto che potrebbe costituire reato, ma con evidente causa di giustificazione) verrebberro archiviati. La norma salva comunque la possibilità per il pm, se lo ritiene, di svolgere ulteriori indagini.
Niente da fare invece per la richiesta della Lega di Salvini che voleva introdurre una cauzione per gli organizzatori delle manifestazioni. In compenso però nel decreto ci sono nuove sanzioni per cortei e manifestazioni non autorizzate. Lo prevede l'articolo 9 del provvedimento, che aumenta le sanzioni sia per organizzatori e partecipanti a manifestazioni per le quali non