Prato, 6 febbraio 2026 – Svolta nelle indagini sul gravissimo fatto di sangue dell’8 agosto scorso, quando in pieno giorno, sulla pista ciclabile lungo il Bisenzio all’altezza del Cantiere un 37enne marocchino venne gambizzato a colpi di pistola.
L’uomo, intorno alle 4 del pomeriggio, venne colpito e riportò ferite plurime: per i colpi di arma da fuoco alla gamba destra, per un colpo da corpo contundente all’orecchio destro, per l’aggressione all’orecchio sinistro. Sul posto vennero trovati due proiettili calibro 9.
Giovedì 5 febbraio la squadra mobile della Questura pratese ha individuato a Santa Lucia il sospettato: si tratta di un 36enne italo-francese, destinatario di una misura di custodia cautelare e portato in carcere.
Dopo l’aggressione il 36enne era scomparso dalla circolazione, si era dato alla clandestinità, come aveva detto alla moglie: per far “calmare le acque”. Si tratta di un soggetto che alle spalle ha vari precedenti per reati contro il patrimonio, di stupefacenti e di atti violenti. Dopo sei mesi di indagini, coordinate dalla Procura pratese, i poliziotti hanno infine individuato l’uomo nel quartiere a nord della città, mentre andava a comprare le sigarette, lo hanno arrestato e portato in carcere alla Dogaia.
Inizialmente la vittima dell’aggressione aveva dato delle indicazioni utili, ma non aveva voluto formalizzarle per paura di ritorsioni. Poi però, quando è stato sentito in Procura, si è convinto a rilasciare dichiarazioni ritenute “significative”, anche se non hanno chiarito i contorni del movente. Per gli inquirenti la pista comunque è quella del traffico di droga. L’ordinanza è stata emessa per detenzione e porto di arma comune da sparo.
La Procura di Prato, guidata da Luca Tescaroli, non manca di evidenziare l’importanza della denuncia da parte delle vittime di reato.
L’uomo, intorno alle 4 del pomeriggio, venne colpito e riportò ferite plurime: per i colpi di arma da fuoco alla gamba destra, per un colpo da corpo contundente all’orecchio destro, per l’aggressione all’orecchio sinistro. Sul posto vennero trovati due proiettili calibro 9.
Giovedì 5 febbraio la squadra mobile della Questura pratese ha individuato a Santa Lucia il sospettato: si tratta di un 36enne italo-francese, destinatario di una misura di custodia cautelare e portato in carcere.
Dopo l’aggressione il 36enne era scomparso dalla circolazione, si era dato alla clandestinità, come aveva detto alla moglie: per far “calmare le acque”. Si tratta di un soggetto che alle spalle ha vari precedenti per reati contro il patrimonio, di stupefacenti e di atti violenti. Dopo sei mesi di indagini, coordinate dalla Procura pratese, i poliziotti hanno infine individuato l’uomo nel quartiere a nord della città, mentre andava a comprare le sigarette, lo hanno arrestato e portato in carcere alla Dogaia.
Inizialmente la vittima dell’aggressione aveva dato delle indicazioni utili, ma non aveva voluto formalizzarle per paura di ritorsioni. Poi però, quando è stato sentito in Procura, si è convinto a rilasciare dichiarazioni ritenute “significative”, anche se non hanno chiarito i contorni del movente. Per gli inquirenti la pista comunque è quella del traffico di droga. L’ordinanza è stata emessa per detenzione e porto di arma comune da sparo.
La Procura di Prato, guidata da Luca Tescaroli, non manca di evidenziare l’importanza della denuncia da parte delle vittime di reato.