Vasile Frumuzache intercettato e bloccato durante il tentativo di evasione dal carcere di Sollicciano
Prato, 6 febbraio 2026 – Vasile Frumuzache, guardia giurata romena di 33 anni, ha tentato di evadere dal carcere di Sollicciano alla viglia del processo portando con sé una lista di nomi, indirizzi e numeri di telefono. Un appunto sequestrato dall’agente della polizia penitenziaria che ha sventato la fuga.
La lista è ora al vaglio degli inquirenti che non escludono che abbia potuto contare su possibili complici, non solo per la rocambolesca evasione da Sollicciano ma anche per gli omicidi delle escort.
È quanto emerso ieri mattina all’udienza in Corte d’Assise a Firenze dove è imputato per l’omicidio di Ana Maria Andrei, 27 anni, e Maria Denisa Paun, 30, quest’ultima scomparsa dal residence Ferrucci a Prato e il cui cadavere è stato ritrovato decapitato in un campo a Montecatini. Lo stesso terreno, alle Panteraie, dove un anno prima aveva gettato i resti della povera Ana Maria.
La prima udienza è stata di passaggio: Vasile si è collegato in videoconferenza con l’aula bunker di Firenze in quanto in seguito al tentativo di fuga dal carcere, nella mattinata di mercoledì, gli è stato negato il permesso a uscire per seguire l’udienza di persona.
Nel corso dell’udienza, il procuratore di Prato Luca Tescaroli e il pm della procura di Pistoia Leonardo De Gaudio, hanno acquisito e depositato anche la relazione sul tentativo di evasione dal carcere di Sollicciano, da cui emergerebbe la pianificazione accurata della fuga.
Frumuzache avrebbe costruito una rudimentale scala con lenzuola, manici di scopa e pezzi di ferro, ricavate dalle suppellettili che arredano il carcere, oltre a un robusto arpione metallico utile a scavalcare il muro. Inoltre, è stata depositata dalla pubblica accusa la lista di atti d’indagine e l’elenco di testimoni che saranno ascoltati nelle prossime udienze.
E proprio dal contenuto dei dispositivi informatici, depositati agli atti d’udienza, sarebbe emerso che Frumuzache aveva contattato nel maggio 2025 un’altra prostituta con la quale aveva avuto uno scambio di foto e messaggi. Non è escluso, secondo gli inquirenti, che volesse compiere un altro delitto. Ritornerà in aula bunker il 5 marzo quando è previsto il suo interrogatorio, che è stato chiesto dal suo avvocato Diego Capano.
La lista di nomi e numeri di telefono trovata addosso a Frumuzache durante il tentativo di fuga è un elemento che potrebbe rivelarsi significativo per le indagini: il procuratore Tescaroli infatti non ha mai escluso che Frumuzache potesse contare su appoggi esterni. Il ritrovamento dell’appunto nelle tasche dell’ex guardia giurata conferma l’ipotesi dell’esistenza di complici e lascia supporre che qualcuno possa aver tentato di agevolarne la fuga dal carcere. Ma non solo. Rafforza anche l’ipotesi, su cui la procura di Prato indaga da mesi, che l’uomo possa avere avuto dei complici durante l’esecuzione dei due efferati omicidi. La procura vuole accertare se il vigilante abbia commesso altri delitti simili.
Sul tavolo degli inquirenti infatti ci sono da tempo altri due casi di donne scomparse e di cui non se n’è saputo più nulla. Ora il foglietto con nomi e numeri potrebbe essere decisivo.
Prato, 6 febbraio 2026 – Vasile Frumuzache, guardia giurata romena di 33 anni, ha tentato di evadere dal carcere di Sollicciano alla viglia del processo portando con sé una lista di nomi, indirizzi e numeri di telefono. Un appunto sequestrato dall’agente della polizia penitenziaria che ha sventato la fuga.
La lista è ora al vaglio degli inquirenti che non escludono che abbia potuto contare su possibili complici, non solo per la rocambolesca evasione da Sollicciano ma anche per gli omicidi delle escort.
È quanto emerso ieri mattina all’udienza in Corte d’Assise a Firenze dove è imputato per l’omicidio di Ana Maria Andrei, 27 anni, e Maria Denisa Paun, 30, quest’ultima scomparsa dal residence Ferrucci a Prato e il cui cadavere è stato ritrovato decapitato in un campo a Montecatini. Lo stesso terreno, alle Panteraie, dove un anno prima aveva gettato i resti della povera Ana Maria.
La prima udienza è stata di passaggio: Vasile si è collegato in videoconferenza con l’aula bunker di Firenze in quanto in seguito al tentativo di fuga dal carcere, nella mattinata di mercoledì, gli è stato negato il permesso a uscire per seguire l’udienza di persona.
Nel corso dell’udienza, il procuratore di Prato Luca Tescaroli e il pm della procura di Pistoia Leonardo De Gaudio, hanno acquisito e depositato anche la relazione sul tentativo di evasione dal carcere di Sollicciano, da cui emergerebbe la pianificazione accurata della fuga.
Frumuzache avrebbe costruito una rudimentale scala con lenzuola, manici di scopa e pezzi di ferro, ricavate dalle suppellettili che arredano il carcere, oltre a un robusto arpione metallico utile a scavalcare il muro. Inoltre, è stata depositata dalla pubblica accusa la lista di atti d’indagine e l’elenco di testimoni che saranno ascoltati nelle prossime udienze.
E proprio dal contenuto dei dispositivi informatici, depositati agli atti d’udienza, sarebbe emerso che Frumuzache aveva contattato nel maggio 2025 un’altra prostituta con la quale aveva avuto uno scambio di foto e messaggi. Non è escluso, secondo gli inquirenti, che volesse compiere un altro delitto. Ritornerà in aula bunker il 5 marzo quando è previsto il suo interrogatorio, che è stato chiesto dal suo avvocato Diego Capano.
La lista di nomi e numeri di telefono trovata addosso a Frumuzache durante il tentativo di fuga è un elemento che potrebbe rivelarsi significativo per le indagini: il procuratore Tescaroli infatti non ha mai escluso che Frumuzache potesse contare su appoggi esterni. Il ritrovamento dell’appunto nelle tasche dell’ex guardia giurata conferma l’ipotesi dell’esistenza di complici e lascia supporre che qualcuno possa aver tentato di agevolarne la fuga dal carcere. Ma non solo. Rafforza anche l’ipotesi, su cui la procura di Prato indaga da mesi, che l’uomo possa avere avuto dei complici durante l’esecuzione dei due efferati omicidi. La procura vuole accertare se il vigilante abbia commesso altri delitti simili.
Sul tavolo degli inquirenti infatti ci sono da tempo altri due casi di donne scomparse e di cui non se n’è saputo più nulla. Ora il foglietto con nomi e numeri potrebbe essere decisivo.