Bye bye dottor Google, l’armata silenziosa dei sette giovani su dieci che si curano con ChatGpt

Bye bye dottor Google, l’armata silenziosa dei sette giovani su dieci che si curano con ChatGpt
Arezzo, 6 febbraio 2026 – Bye Bye dottor Google, ci pensa ChatGpt - nella sua ultima versione lanciata, “Salute“ - a dare lo smacco (forse) definitivo alla medicina. E se vi dicessimo che il 94% degli italiani si affida ormai alla ’salute fai da te’ cercando sintomatologie, terapie, diagnosi e così via anziché varcare la soglia degli ambulatori e rivolgere al medico di base qualsiasi tipo di dubbio o necessità rispetto alla propria condizione? O peggio, ancora, e se vi dicessimo che siamo giunti al punto (di non ritorno) in cui un paziente su sette cambia terapia in autonomia senza il vaglio scientifico del professionista?.

È una fotografia senza precedenti quella che emerge da “Salute Artificiale”, la prima ricerca in Italia a misurare scientificamente come l’Intelligenza Artificiale stia trasformando il rapporto degli italiani con la salute e con i medici. Lo studio, realizzato dagli istituti Sociometrica e FieldCare su incarico di Fondazione Italia in Salute e Fondazione Pensiero Solido, documenta con dati inediti l’irruzione di ChatGPT e Gemini (l’Ai targata Google) nelle abitudini sanitarie quotidiane degli italiani.

Qualche pennellata emersa dalla ricerca, giusto per rendere meglio la portata del fenomeno. «Il 94,2% della popolazione cerca informazioni su sintomi - si legge nel report -, malattie e terapie attraverso internet e AI. Di questi, oltre la metà (53,3%) lo fa con frequenza regolare. Ma il dato più straordinario riguarda l’Intelligenza Artificiale generativa: il 42,8% degli italiani la utilizza già per informarsi sulla propria salute, facendone il secondo strumento dopo Google (73,5%). Un’adozione fulminea, considerando che ChatGPT è stato lanciato solo nel novembre 2022». La ricerca evidenzia anche una spaccatura netta tra generazioni.

Tra i giovani (18-34 anni), l’AI ha già superato Google: il 72,9% la usa come primo strumento per cercare informazioni sulla salute, contro il 57,4% che preferisce il motore di ricerca tradizionale. Nella sostanza, sette giovani su dieci sostituiscono al consulto medico quello generativo.

Tra gli over 54, il rapporto si inverte drasticamente: Google domina al 93,1%, l’AI si ferma al 26,1%». Tradotto: la visita medica non è più un momento isolato. L’85,7% degli italiani consulta internet o l’AI prima o dopo l’appuntamento con il medico. Passaggio, questo, che segna un cambio di paradigma da un modello duale (medico-paziente) a un modello triangolare (medico-paziente-digitale).

Tanto che Il 14,1% degli italiani ha deciso arbitrariamente di modificare o interrompere una terapia basandosi su informazioni trovate online, senza consultare il medico. Di questi, il 6% lo ha fatto più di una volta o sistematicamente.

«Sono i ‘ribelli silenziosi’ della sanità contemporanea - il commenta Federico Gelli, Presidente di Fondazione Italia in Salute, toscano, e direttore generale uscente presso l’assessorato alla sanità in Regione Toscana -. Non contestano apertamente il medico, ma prendono decisioni autonome sulla base di ciò che leggono online o chiedono a ChatGpt. È un fenomeno che il sistema sanitario non può più ignorare». Se ancora non fosse chiaro il messaggio: la ricerca online non è più l’eccezione alla regola, ma la nuova norma.

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