Follonica, 6 febbraio 2026 – Prima una telefonata. Poi il suono del campanello che fa presentare alla porta due sconosciuti. E, in pochi minuti, gioielli e contanti spariti. È una truffa studiata nei minimi dettagli quella messa a segno lunedì pomeriggio ai danni di una famiglia di Follonica. Tutto nasce da una truffa telefonica diventata molto sofisticata e pericolosa. Chi si presenta arriva a dire di essere dei carabinieri di Piombino.
La conversazione va avanti a lungo, quasi un’ora. I truffatori fanno domande, ascoltano, incalzano, riescono così a far emergere informazioni personali fondamentali, tra cui una recente denuncia per lo smarrimento della carta d’identità. Poco dopo scatta il secondo atto.
I truffatori chiamano la figlia, usando le informazioni appena raccolte. Anche a lei parlano da carabinieri, chiedendole di recarsi alla caserma di Piombino per alcuni controlli. La ragazza ci crede, sale in auto e parte. Ed è proprio in quel momento che il piano entra nella fase finale.
Mentre la figlia è in viaggio verso Piombino, due uomini si presentano alla porta dell’abitazione della madre a Follonica.
Dopo un primo momento di esitazione vengono fatti entrare. Con abilità verbale, pressione psicologica e – secondo quanto riferito – anche con toni minacciosi, i due riescono a farsi indicare dove si trovano gioielli e contanti e in pochi minuti l’appartamento viene svuotato. Tra il 2024 e il 2025 si è registrata un’escalation di raggiri basati su tecniche avanzate e sull’uso dell’intelligenza artificiale anche in Maremma.
Il voice cloning permette di riprodurre fedelmente la voce di un familiare partendo da pochi secondi di audio. Lo spoofing consente di far apparire sul display numeri ufficiali di banche o enti pubblici. Anche la truffa del wangiri si è evoluta. Nel 2025 in Italia sono stati segnalati quasi 4 milioni di casi di truffe telefoniche, con danni economici superiori ai 600 milioni di euro. Numeri impressionanti, che spiegano perché nessuno possa dirsi davvero al sicuro.
La conversazione va avanti a lungo, quasi un’ora. I truffatori fanno domande, ascoltano, incalzano, riescono così a far emergere informazioni personali fondamentali, tra cui una recente denuncia per lo smarrimento della carta d’identità. Poco dopo scatta il secondo atto.
I truffatori chiamano la figlia, usando le informazioni appena raccolte. Anche a lei parlano da carabinieri, chiedendole di recarsi alla caserma di Piombino per alcuni controlli. La ragazza ci crede, sale in auto e parte. Ed è proprio in quel momento che il piano entra nella fase finale.
Mentre la figlia è in viaggio verso Piombino, due uomini si presentano alla porta dell’abitazione della madre a Follonica.
Dopo un primo momento di esitazione vengono fatti entrare. Con abilità verbale, pressione psicologica e – secondo quanto riferito – anche con toni minacciosi, i due riescono a farsi indicare dove si trovano gioielli e contanti e in pochi minuti l’appartamento viene svuotato. Tra il 2024 e il 2025 si è registrata un’escalation di raggiri basati su tecniche avanzate e sull’uso dell’intelligenza artificiale anche in Maremma.
Il voice cloning permette di riprodurre fedelmente la voce di un familiare partendo da pochi secondi di audio. Lo spoofing consente di far apparire sul display numeri ufficiali di banche o enti pubblici. Anche la truffa del wangiri si è evoluta. Nel 2025 in Italia sono stati segnalati quasi 4 milioni di casi di truffe telefoniche, con danni economici superiori ai 600 milioni di euro. Numeri impressionanti, che spiegano perché nessuno possa dirsi davvero al sicuro.