Il reparto di psichiatria delle Oblate, notte di terrore
Firenze, 5 febbraio 2026 - “Ancora una nottata di terrore e violenza nei confronti degli operatori sanitari del servizio psichiatrico delle Oblate”. A denunciare l’ennesimo preoccupante episodio è l’Fp-Cgil.
Il fattaccio è avvenuto la notte del 4 febbraio, quando un uomo inviato dal Deas di Careggi, denuncia il sindacato, ha preso “in ostaggio per alcune ore tutto il personale, compresa la guardia giurata che opera nel presidio”. Un utente, secondo il sindacato sconosciuto al servizio, in possesso di una richiesta di ricovero da parte appunto del Deas, “inviato alle Oblate tra l’altro senza chiarire se fossero stati eseguiti tutti gli accertamenti previsti dai protocolli concordati per queste occasioni”, ha dato in escandescenze: ha aggredito il personale sanitario, ha oltretutto sbattuto con violenza contro il muro la testa di un’operatrice ed è pure riuscito ad impossessarsi di tutte le chiavi che aprono le porte del reparto. Addirittura, ha messo ko perfino la guardia giurata, che è stata chiusa a chiave all’interno di una stanza di degenza. Insomma, il delirio. Meno male, si legge sempre nella nota, che alla fine il personale, pur stravolto, è riuscito a contenere l’utente e a dargli le cure necessarie.
Pesanti le accuse del sindacato, che denuncia che sono state “tutte vane le richieste di aiuto del personale, in gran parte donne, alla centrale delle forze dell’ordine, che non hanno inviato una pattuglia, anche solo per controllare cosa stesse accadendo”. Insomma, per la Cgil è chiaro come ancora una volta sia emerso che “non ci sono procedure certe che definiscano le modalità di intervento delle forze dell’ordine”. “Ma non è accettabile che la motivazione del mancato aiuto sia la mancata definizione di un accordo fra azienda sanitaria, questura e prefettura, di cui tanto si sente parlare senza che nessuno abbia ancora mai visto una bozza”, attacca il sindacato.
"Da tempo si parla di questo protocollo tra azienda sanitaria e prefettura, ma nessuno ne è mai stato messo a conoscenza – dice Simone Baldacci, coordinatore della Fp Cgil Usl Toscana centro –. A noi appare piuttosto come un pericoloso scaricabarile, consumato sulla pelle dei lavoratori, ormai privi di ogni basilare forma di protezione aziendale e vittime di un vergognoso stallo istituzionale, che da oltre dieci anni nessuno riesce a superare. Viene il sospetto che, finché non accadrà una tragedia – che tutti ovviamente speriamo di evitare – continuerà a mancare la volontà di intervenire. Già nell’estate del 2024 la nostra organizzazione aveva presentato al prefetto un piano per la sicurezza aziendale, chiedendo l’attuazione dei piani di sicurezza tra aziende sanitarie e forze dell’ordine, come stabilito dalla normativa”.
“È inutile che governo e regione continuino ad approvare decreti, delibere e linee guida sulla sicurezza, utili solo alla propaganda, se poi nessuno si preoccupa della loro concreta applicazione, lasciando i lavoratori soli ed esposti a violenze e aggressioni che continuano a verificarsi – prosegue Baldacci –. Pretendiamo di sapere se questo protocollo esista davvero e se, come talvolta viene fatto intendere, impedisca l’intervento delle forze dell’ordine all’interno delle strutture sanitarie. Non è accettabile che, in presenza di un reato, gli operatori non possano contare con certezza sull’intervento delle forze dell’ordine per la propria tutela e per quella degli utenti”.
La Fp Cgil annuncia infine che continuerà a denunciare quello che definisce un grave immobilismo istituzionale, attivandosi in ogni sede per segnalare le gravi carenze dell’azienda sanitaria, ritenuta – in base alla normativa vigente – responsabile della sicurezza e dell’incolumità dei propri dipendenti.
Firenze, 5 febbraio 2026 - “Ancora una nottata di terrore e violenza nei confronti degli operatori sanitari del servizio psichiatrico delle Oblate”. A denunciare l’ennesimo preoccupante episodio è l’Fp-Cgil.
Il fattaccio è avvenuto la notte del 4 febbraio, quando un uomo inviato dal Deas di Careggi, denuncia il sindacato, ha preso “in ostaggio per alcune ore tutto il personale, compresa la guardia giurata che opera nel presidio”. Un utente, secondo il sindacato sconosciuto al servizio, in possesso di una richiesta di ricovero da parte appunto del Deas, “inviato alle Oblate tra l’altro senza chiarire se fossero stati eseguiti tutti gli accertamenti previsti dai protocolli concordati per queste occasioni”, ha dato in escandescenze: ha aggredito il personale sanitario, ha oltretutto sbattuto con violenza contro il muro la testa di un’operatrice ed è pure riuscito ad impossessarsi di tutte le chiavi che aprono le porte del reparto. Addirittura, ha messo ko perfino la guardia giurata, che è stata chiusa a chiave all’interno di una stanza di degenza. Insomma, il delirio. Meno male, si legge sempre nella nota, che alla fine il personale, pur stravolto, è riuscito a contenere l’utente e a dargli le cure necessarie.
Pesanti le accuse del sindacato, che denuncia che sono state “tutte vane le richieste di aiuto del personale, in gran parte donne, alla centrale delle forze dell’ordine, che non hanno inviato una pattuglia, anche solo per controllare cosa stesse accadendo”. Insomma, per la Cgil è chiaro come ancora una volta sia emerso che “non ci sono procedure certe che definiscano le modalità di intervento delle forze dell’ordine”. “Ma non è accettabile che la motivazione del mancato aiuto sia la mancata definizione di un accordo fra azienda sanitaria, questura e prefettura, di cui tanto si sente parlare senza che nessuno abbia ancora mai visto una bozza”, attacca il sindacato.
"Da tempo si parla di questo protocollo tra azienda sanitaria e prefettura, ma nessuno ne è mai stato messo a conoscenza – dice Simone Baldacci, coordinatore della Fp Cgil Usl Toscana centro –. A noi appare piuttosto come un pericoloso scaricabarile, consumato sulla pelle dei lavoratori, ormai privi di ogni basilare forma di protezione aziendale e vittime di un vergognoso stallo istituzionale, che da oltre dieci anni nessuno riesce a superare. Viene il sospetto che, finché non accadrà una tragedia – che tutti ovviamente speriamo di evitare – continuerà a mancare la volontà di intervenire. Già nell’estate del 2024 la nostra organizzazione aveva presentato al prefetto un piano per la sicurezza aziendale, chiedendo l’attuazione dei piani di sicurezza tra aziende sanitarie e forze dell’ordine, come stabilito dalla normativa”.
“È inutile che governo e regione continuino ad approvare decreti, delibere e linee guida sulla sicurezza, utili solo alla propaganda, se poi nessuno si preoccupa della loro concreta applicazione, lasciando i lavoratori soli ed esposti a violenze e aggressioni che continuano a verificarsi – prosegue Baldacci –. Pretendiamo di sapere se questo protocollo esista davvero e se, come talvolta viene fatto intendere, impedisca l’intervento delle forze dell’ordine all’interno delle strutture sanitarie. Non è accettabile che, in presenza di un reato, gli operatori non possano contare con certezza sull’intervento delle forze dell’ordine per la propria tutela e per quella degli utenti”.
La Fp Cgil annuncia infine che continuerà a denunciare quello che definisce un grave immobilismo istituzionale, attivandosi in ogni sede per segnalare le gravi carenze dell’azienda sanitaria, ritenuta – in base alla normativa vigente – responsabile della sicurezza e dell’incolumità dei propri dipendenti.